03 Giugno 2009

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Duemila disegni da portare via

Fondazione Ermanno Casoli
Elica

presentano:
Cesare Pietroiusti
Duemila disegni da portare via
a cura di Marcello Smarrelli

Venerdì 15 maggio 2009 presso la sede di Elica a Fabriano è stata presentata l’opera realizzata da Cesare Pietroiusti insieme a un gruppo di dipendenti dell’azienda, dal titolo Duemila disegni da portare via, entrata a far parte di Elica Contemporary, la collezione d’arte contemporanea che Francesco Casoli, Presidente della società marchigiana, mette a disposizione dell’azienda.
Duemila disegni da portare via è il risultato di due giornate di workshop condotte da Cesare Pietroiusti, che hanno coinvolto circa trenta dipendenti di Elica. Gli incontri si sono svolti a Fabriano presso la sede principale dell’azienda. Durante il primo appuntamento l’artista ha presentato la propria ricerca e introdotto i temi che si sarebbero affrontati nella seconda fase: l’errore determinato dal caso, i suoi effetti collaterali e le sue potenzialità come risorsa; lo scambio economico, le sue modalità e la formulazione, attraverso il lavoro artistico, di scambi di mercato paradossali, non convenzionali. Durante il secondo incontro, Pietroiusti ha invitato i partecipanti a realizzare alcune centinaia di disegni utilizzando fumo di candela e vino rosso, che provocano sulla superficie del foglio effetti inaspettati, impossibili da prevedere e controllare. L’obiettivo consiste nel riconoscere e utilizzare creativamente il caso, l’effetto collaterale, l’errore. I disegni realizzati, collocati su una parete negli spazi aziendali di Elica, costituiscono un’unica opera complessiva che verrà progressivamente distribuita tra impiegati e visitatori dell’azienda, secondo le seguenti modalità di scambio: chi prenderà un disegno fatto col vino dovrà ricollocarlo nello stesso luogo entro un anno, dopo avergli fatto compiere un’esperienza di cui il foglio porterà traccia; chi prenderà invece un disegno fatto col fumo di candela, dichiarato un’opera incompiuta, dovrà bruciarla per raggiungerne il compimento oppure potrà scegliere di tenerla non finita. Queste regole, stabilite collettivamente durante il workshop, sono esplicitamente dichiarate sui singoli disegni attraverso un timbro e contribuiscono così all’evoluzione e alla trasformazione del lavoro nel tempo. L’opera è stata concepita nell’ambito di E-STRAORDINARIO #2. L’intelligenza del caso, il secondo appuntamento di un ciclo di workshop ideato e curato da Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli, dedicato al rapporto tra arte e impresa.