
Serra San Quirico, 3 luglio – 10 settembre 2005
Diciannove artisti da tutto il mondo per la mostra dedicata all’astrattismo.
A inaugurarla un murales realizzato dagli studenti dell’Accademia d’arte di Urbino.
L’arte come espressione delle tendenze che caratterizzano il rapporto tra cultura e società: è con questa impostazione che il Premio Ermanno Casoli - omaggio voluto dalla famiglia Casoli per il fondatore della Elica e di cui si aprirà il 3 luglio l’ottava edizione - si pone da tre anni all’attenzione del panorama nazionale. Un’attenzione che interessa non soltanto l’arte, ma che abbraccia l’intero e vasto panorama di elementi da cui muove l’espressione artistica contemporanea.
Con il titolo “Abstraction: ordine e immaginazione” il curatore del premio Valerio Dehò, ha voluto affrontare un tema che può apparire legato solo all’estetica, ma che ha invece di risvolti sociali molto importanti.
Le opere che parteciperanno alla mostra di Serra San Quirico affrontano il ritorno ad una forma di “astrazione” che è da un lato allontanamento dalla figurazione, dall’altro ricerca di un modello comune che vada a inserirsi negli elementi del decoro urbano o dell’interior design. Come recita il sottotitolo, “ordine e immaginazione”, si documenta, attraverso il lavoro di 19 artisti provenienti da tutto il mondo, come vi sia da alcuni anni una ricerca di chiarezza, di allontanamento dal bombardamento di immagini da parte del sistema dei media.
L’astrazione che vedremo a serra San Quirico copre un ampia latitudine dai modelli simbolici dell’austriaco Peter Kogler, al design povero degli assemblaggi di Flavio Favelli: entrambi artisti che hanno nella loro recente biografia presenze alla Biennale di Venezia o a Documenta di Kassel.
Molto interessanti sono anche i lavori di Luigi Carboni, artista di Pesaro e docente dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, o della coreana Hyon Soo Kim che al Premio Casoli allestirà l’intera chiesa di San Filippo e in cui il confine tra figurazione e astrazione è volutamente labile. In effetti siamo molto lontani dall’astrazione classica fredda e intellettuale. La nuova astrazione, se nasce da un esigenza di calma e di ordine, è sempre calda e avvolgente. La figurazione non è abbandonata, ma è come se venisse riconsiderata. Inoltre in questo modo si rivaluta il ruolo fondamentale della decorazione nella cultura e nella vita sociale. La funzionalità e l’estetica diventano alleate nella progettazione di un mondo e di un’ arte che lasciano spazio all’immaginazione e all’individuo.
Il Premio offre così un’ampia prospettiva del tema dell’astrattismo, data dalla sua dimensione internazionale, rafforzando al tempo stesso il legame con il territorio, attraverso un laboratorio dedicato al wall painting, l’arte dei murales. Nell’astrattismo l’aspetto tecnico non discrimina in alcun modo, ed è molto interessante capire come la sfera comunicativa cerchi dei punti di arrivo sia nei luoghi artistici istituzionali, che in quelli extra. L’opera vedrà impegnati per tre giorni, alla fine di giugno, studenti dell’Accademia di belle arti di Urbino sotto la guida di Gerardo Paoletti, uno degli artisti che partecipa alla mostra. I giovani studenti dell’Accademia esprimeranno la loro arte su una parete che fa da muro di contenimento lungo la principale strada di accesso al paese.
A seguire, nella seconda settimana di luglio, Serra San Quirico ospiterà studenti degli istituti d’arte e semplici appassionati per il secondo corso di ceramica raku, tenuto anche quest’anno dai maestri pesaresi Marcello Pucci e Orazio Bindelli.
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