15 Giugno 2007

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Nouvelle cuisine

L’immagine di un futuro in cui le tecnologie e le scoperte scientifiche avrebbero liberato l’umanità dal piacere/schiavitù della preparazione del cibo appartiene, per fortuna/purtroppo, alla fantascienza. La cucina delle case del nuovo millennio lungi dall’essersi trasformata in un laboratorio chimico per la sintesi di pillole nutritive, rimane ancora lo spazio deputato ad un momento imprescindibile della vita di ognuno di noi, se vogliamo un rito quotidiano.
Questo non significa che non si siano verificati profondi mutamenti nel modo di organizzare e pensare questa parte della casa. Negli anni venti una migliore soddisfazione delle esigenze igieniche, ergonomiche e funzionali ha rivoluzionato la cucina: la zona cottura è stata nettamente separata da quella pranzo, i percorsi fuochi-lavabo-dispensa sono stati corretti, le vecchie madie sostituite da file ordinate di pensili per riporre e ben conservare, sono stati preferiti materiali igienici e facili da lavare come la formica o il laminato e si è fatto spazio agli indispensabili elettrodomestici.
I cambiamenti non sembrano destinati a cessare. In tempi in cui la vita dell’individuo si svolge prevalentemente all’esterno, i momenti che si trascorrono nell’habitat domestico sono drasticamente ridotti e, per goderne, la praticità e compattezza dello spazio diventano condizioni irrinunciabili.
Anche la cucina si adatta attraverso sistemi integrati e polifunzionali, in cui le nuove tecnologie dei materiali e dell’elettronica consentono di sistemare tutto il necessario, con risultati più che soddisfacenti.

Non è casuale, quindi, che Boffi, accanto alla linea Single, essenziale  e dal minimo ingombro, abbia riprodotto la Minikitchen di Joe Colombo, presentata nel 1963 in occasione della XIII Triennale di Milano, offrendone una versione in Corian.
Questo carrello, del volume complessivo inferiore ad un metro cubo, racchiude fornelli, forno, spiedo, grill, frigorifero, un vano per un servizio di piatti e bicchieri da sei e per le pentole, cassettini per gli arnesi, lo spazio per i libri da cucina il portacoltelli e l’apriscatole, un tagliere, un vassoio e perfino le prese di corrente per gli elettrodomestici.
Anche se pensata come un “condensatore di funzioni”, adatto a svolgere le attività di base della casa anche in grandi spazi indifferenziati come i loft, a distanza di quarant’anni dalla sua ideazione, la struttura monoblocco del Minikitchen appare quanto mai attuale per le esigenze dell’abitare moderno, costretto entro spazi sempre più piccoli.

Di questo trend della progettazione della cucina, Sheer costituisce una vera e propria icona, con una soluzione originale ed ancora ineguagliata.
Tutto è contenuto una magica sfera in fibra di carbonio del diametro complessivo di 148 cm. La parte superiore, che contiene cappa aspirante ed illuminazione, si solleva fino al soffitto grazie ad un motore elettrico azionato a distanza, lasciando accedere a lavabo, piano lavoro, fornelli, cestelli refrigeranti, carrello e tavolo estraibili, tutti racchiusi nella semisfera inferiore. Anche il mobile parete, in cui si nascondono quattro sedie pieghevoli, è completamente richiudibile da una tenda a rullo motore, in modo che l’ambiente possa tornare ad essere destinato ad ogni altro possibile uso.

È questa anche la filosofia del sistema Solaris di Ernesto Meda. La nuova cucina progettata da Pietro Arosio, con la sagoma di un ampio tavolo in Corian, in cui si inseriscono il lavello ed il piano cottura in vetro ceramica (senza griglie o comandi in rilievo), con le gambe affusolate in acciaio, potrebbe collocarsi nella atmosfera di un soggiorno o di uno studio, senza troppi problemi.
Se lo spazio abitativo si riduce, la casa non deve essere necessariamente organizzata per zone con un’identità immobile ed esclusiva, le pareti possono essere eliminate e la vita familiare e privata può alternarsi a quella professionale negli stessi ambienti.


Ripalta Borrelli