05 Settembre 2007

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Nelle terre dell’antico Eden il nuovo paradiso dell’arte e della cultura

Sempre pronti a stupire con la ricchezza e la grandiosità delle loro opere, gli Emirati Arabi si preparano ad offrire al mondo una nuova meraviglia. Ad Abu Dhabi e più precisamente sull’isola Saadiyata, infatti, è in corso di realizzazione il centro culturale più importante di tutto il mondo arabo, ma anche tra i più fastosi ed eleganti del pianeta. Si tratterà di una complesso straordinario, grazie al quale non potrà che rafforzarsi l’immagine di questa città, importantissima nei rapporti economici internazionali, come cuore vitale e pulsante di prestigiosi eventi culturali.

L’isola ospiterà il Museo Marittimo progettato da Tadao Ando evidentemente ispirato dal paesaggio dell’isola, oltre che dalla tradizione marittima del luogo.
La superficie  riflettente dell’opera confonde la struttura con il panorama, in cui i confini di mare cielo non si distinguono. Per enfatizzare le linee semplici eppure potenti dell’edificio, l’area circostante è organizzata come un reticolo: file regolari di alberi contornano lo spiazzo centrale che, come un’oasi di passaggio, permette ai visitatori di avvicinarsi gradualmente allo spazio sereno e contemplativo del museo, dalla più dinamica città.
Gli interni, che ricordano quelli delle imbarcazioni, sono dotati di piattaforme galleggianti per guidare i visitatori attraverso gli spazi espositivi. Un ampio spazio ricavato nel sottosuolo ospita la reception ed un grandissimo acquario.

Frank O. Gehry, vedrà realizzato il suo progetto del Museo Guggenheim più grande mai costruito. Le disponibilità economiche, la destinazione dell’opera al pubblico mondiale, la sede, circondata dall’acqua e vicina al deserto, hanno consentito opzioni di progettazione probabilmente impossibili in qualsiasi altro luogo, con un risultato destinato a segnare la storia dell’architettura forse ancor più del museo di Bilbao.
Secondo l’autore, si tratta di un’invenzione architettonica vera e propria. Quattro piani di gallerie tradizionali, rischiarate dalla luce naturale o da sofisticati sistemi di illuminazione e completamente climatizzate, si sviluppano intorno ad un cortile interno, mentre l’anello esterno, di gallerie più grandi, è destinato all’arte contemporanea e alle opere su grande scala, create sul posto e che non potrebbero trovare spazio nei normali musei. Il tutto per ospitare collezioni permanenti, ma anche mostre speciali, un centro per l’arte e tecnologia, spazi per l’educazione all’arte dei bambini, archivi, biblioteche e centri di ricerca per la conservazione delle opere.

Alla regina dell’architettura mondiale, Zaha Hadid si deve il progetto di uno strabiliante edificio, alto 62 m, destinato ad alloggiare cinque teatri, una music hall, una sala concerto, un’opera house ed un teatro multifunzione per circa 6300 spettatori.
Come un imponente organismo vivente che gradualmente emerge dai percorsi pedonali che attraversano il distretto culturale, il Performing Arts Center, posto tra il Museo Marittimo ed il Guggenheim, è un insieme di strutture che si allungheranno su un asse centrale fino alla riva del mare. Qui, fiera come la testa di un animale acquatico mitologico, sorgerà la sala concerto principale, illuminata dalle grandi finestre dietro il palco da cui si apre la vista panoramica del mare e dalla skyline cittadina. Del resto in ogni teatro, loggioni orientati verso il mare offrono ai fruitori un contatto costante con il paesaggio.

Anche il progetto di Jean Nouvel per il Museo del Louvre trae profonda ispirazione dal paesaggio naturale dell’isola, con la sua terra arida ed il suo fluido panorama marino.
Il pensiero di quelle civiltà sconosciute i cui resti sono stati coperti dalla sabbia o inghiottiti nelle profondità delle acque ha suggerito all’architetto francese l’idea di una piccola città archeologica, una novella Pompei, in cui dietro ogni angolo può essere scoperta una meraviglia dell’arte classica.
Il Louvre di Abu Dhabi, perciò, è concepito come un reticolo di strade su cui si affacciano le diverse strutture espositive, un centro urbano in miniatura racchiuso e protetto da una gigantesca cupola chiara.
Con un elemento architettonico che appartiene a tutte le civiltà, Nouvel crea un microcosmo completamente separato dal resto dell’isola. La luce esterna filtra diffusa attraverso una copertura traslucida ritagliata in modo da creare il suggestivo effetto del sole attraverso i rami di un bosco, ed il visitatore ha l’impressione di inoltrarsi nel mondo magico ed incantato dalla bellezza antica. L’acqua riflette le superfici così illuminate e contribuisce a rendere il clima gradevole.

Quattro stelle del firmamento dell’architettura moderna sono già una sufficiente garanzia perché Saadiyata possa davvero tener fede al suo nome, correntemente tradotto come “isola della felicità” o “paradiso”, e diventare un nuovo Eden dell’arte e della cultura.


Ripalta Borrelli