Star. “…vidi una piccola sfera cangiante, di quasi intollerabile fulgore. Dapprima credetti ruotasse; poi compresi che quel movimento era un'illusione prodotta dai vertiginosi spettacoli che essa racchiudeva”. Borges, L’Aleph, e la perfezione onirica della parola. Frammenti di sogni – o realtà? – che si ritrovano nel quotidiano. A ricordarci che l’ordine e l’ovvio non regalano certezze. Perché gli oggetti possono vestirsi di nuove, infinite, identità.
O anche contenerle
simultaneamente.
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